COME FUNZIONA IL SONNO?


Il sonno…

COSA SAPPIAMO DI UN CERVELLO CHE DORME?

La storia inizia con un evento imprevisto:  la mutazione del virus dell’influenza spagnola, che uccise 4 milioni di persone:  era, in realtà, una ENCEFALITE EPIDEMIl sonnoICA, giunta a Vienna nel 1920.
Due i tipi di malati:
– Agitati che gridavano continuamente e non dormivano
– In coma, dormivano tanto profondamente da non riuscire a svegliarsi
Chi non moriva era colpito, anche decine d’anni dopo, dal morbo di Parkinson, che causa rigidità e tremori articolari.

I malati erano ricoverati nel reparto del neurologo Constantin che studiò i cervelli dei 2 gruppi e pubblicò i risultati nel 1928:
Nei malati agitati il virus provocava una lesione nella parte anteriore dell’ipotalamo che si ipotizzava essere, quindi  il Centro del Sonno.
Nei malati in coma il virus provocava una lesione nella parte posteriore dell’ipotalamo che si ipotizzava essere, quindi, il Centro della Veglia.

Questa teoria, basata sull’esistenza di due sistemi opposti a livello dell’ipotalamo, è oggi nuovamente attuale.
I sistemi che ci tengono svegli sono molti, disposti dal bulbo fino al talamo.

I principali neuromediatori della veglia sono:

– ISTAMINA
– ACETILCOLINA
– NORADRENALINA
– DOPAMINA
– ACIDI AMMINICI

Questi sistemi funzionano ad interazione.
Per dormire i sistemi di veglia devono essere frenati, almeno in parte, dal fattore S e dall’orologio biologico.

Il neurotrasmettitore inibitore più potente è il GABA (acido gamma-aminobutirrico), liberato dai neuroni: esisterebbe un sistema di questo tipo tra ipotalamo anteriore e posteriore.

Certi neuromediatori sono rilasciati per farci star svegli, altri per farci addormentare: serotonina e adenosina sono fattori S.

Ad una certa ora (21-22) i fattori S e C si sommano attivando il Gaba che inibisce l’ipotalamo posteriore, in cui si trova il sistema ad Istamina.
I sistemi di veglia sono inibiti a catena e vi sarà addormentamento (Stadio I)
I sistemi di veglia inibiscono, nel talamo, il meccanismo dei fusi del sonno.
Per loro effetto, negli Stadi II e III, l’attività corticale rapida scompare e la corteccia, per l’attività automatica, non è più in grado di trattare le informazioni esterne: chi dorme non si accorge di russare perché i fusi impediscono il riconoscimento di stimoli esterni.

Perché inizi il sonno paradossale devono attivarsi ulteriori sistemi neuronali: il primo è ancora misterioso.

Situato nel ponte e nel bulbo, è una sorta di orologio che fa si che il sonno paradossale incominci con una periodicità di 90 minuti.
Non è quindi, un orologio circadiano, ma ultra diano (più corto di un giorno).
Altri meccanismo sono attivati dall’orologio ultra diano durante il sonno secondo lo schema che segue: nel corso del sonno umano, un orologio ultra diano attiva il sonno paradossale ogni 90 minuti.
In quel momento interviene, una veglia involontaria, simile a quella volontaria, ma provocata dall’attivazione di sistemi diversi e senza la presenza dei medesimi neuroni attivi.
Questo processo attiva dei neuroni a livello della corteccia, responsabili dei movimenti oculari.
Gli ordini trasmessi da questi neuroni non raggiungono i muscoli perché un altro sistema blocca i nervi del midollo spinale, tranne quelli degli occhi e della respirazione.
Intanto, l’attivazione dell’ippocampo, importante per la memoria, ma più attivo ora che durante la veglia è responsabile delle immagini del sogno.
Nello stesso istante i circuiti nervosi responsabili delle nostra individuazione sono stimolati per divenire funzionali il giorno dopo.

 

Torna alla home